La prima nave autonoma in mare è più vicina, ma resta un ostacolo legale
19-6-2025
Sebbene la tecnologia per il trasporto marittimo autonomo si stia sviluppando a ritmo sostenuto, per ora la vera svolta è ancora da vedere. Il motivo principale? Mancano ancora quadri giuridici chiari. Solo quando ci saranno accordi chiari sulla responsabilità in caso di incidenti, come collisioni o danni alle infrastrutture, la prima nave marittima senza equipaggio potrà effettivamente decollare.
La tecnologia c'è già: in tutto il mondo si sperimentano navi senza equipaggio che navigano in modo autonomo o controllato a distanza. Ma le incertezze legali rendono ancora impossibile un'applicazione su larga scala in mare. "Senza equipaggio, non esiste una base giuridica per la responsabilità. E non è possibile ritenere responsabile un computer", spiega Frank Stevens, professore associato di diritto marittimo.
La navigazione marittima offre tuttavia un margine di manovra maggiore rispetto alla navigazione interna. Mentre lì, per legge, deve essere sempre presente un marinaio o un capitano, in mare vale solo la regola che l'equipaggio a bordo deve essere "sufficiente". Secondo Stevens, questo apre la porta alla navigazione autonoma, se adeguatamente motivata. "Una compagnia di navigazione potrebbe dimostrare che una nave autonoma soddisfa questo standard", ha detto Stevens.
Un possibile scenario per una prima applicazione è una nave che percorre una rotta fissa vicino alla costa. Questo scenario è più gestibile e sicuro per i primi passi. Soprattutto con l'acuirsi della carenza di personale marittimo, la tecnologia assume una luce più favorevole, nonostante gli elevati costi di investimento.
Il 19 e 20 giugno, Rotterdam ospiterà la conferenza MASS Rotterdam, che riunirà specialisti del settore legale e marittimo per discutere ulteriormente di questa complessa questione. I prossimi anni potrebbero essere decisivi per il futuro del trasporto marittimo autonomo.