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Il settore aeronautico ricorre al tribunale amministrativo

Questa settimana KLM, TUI, BARIN e vari altri rappresentanti del settore aeronautico presenteranno congiuntamente un ricorso alla Sezione di diritto amministrativo del Consiglio di Stato. In questo modo cercano di impedire la prevista riduzione del numero di movimenti aerei all’aeroporto di Schiphol.

Il motivo di questa iniziativa è un precedente procedimento d’urgenza, in cui il giudice civile ha stabilito che il processo decisionale relativo alla prevista riduzione di attività rientra principalmente nella competenza del giudice amministrativo. Le compagnie aeree si rivolgono quindi ora al giudice amministrativo competente. L’azione legale è diretta sia contro Schiphol che contro lo Stato olandese.

Al centro di questa questione vi è il cosiddetto «Decreto sul traffico aeroportuale di Schiphol». Il governo intende modificare tale decreto, con l’obiettivo di ridurre il numero massimo di movimenti aerei annuali da 500.000 a 478.000. Con questa misura si mira a ridurre l’inquinamento acustico per i residenti nelle vicinanze dell’aeroporto.

La Sezione consultiva del Consiglio di Stato ha già emesso il mese scorso un parere sulla proposta. In esso si invitava il governo a rafforzare la motivazione alla base dei piani di riduzione. In particolare, non era ancora sufficientemente chiaro in che modo la riduzione proposta del numero di voli si conciliasse con la tutela dei diritti fondamentali dei residenti nelle vicinanze.

Il settore aeronautico ricorre al tribunale amministrativo per contestare il previsto ridimensionamento di Schiphol
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