Sempre più rotte alternative per le merci dirette in Medio Oriente
31-03-2026
diBeau van den Berg/8 aprile 2026/inNotizie sul trasporto marittimo
A causa delle persistenti tensioni in Medio Oriente e del passaggio limitato attraverso lo Stretto di Hormuz, stanno emergendo sempre più rotte alternative per il traffico merci. Le compagnie di navigazione e i governi stanno cercando attivamente soluzioni per mantenere attivi i flussi di merci da e verso la regione.
Ad esempio, la Saudi Arabia Railways ha istituito un nuovo corridoio logistico internazionale. Questo collegamento ferroviario collega i porti del Golfo Persico, come Dammam e Jubail, al confine con la Giordania. Ciò crea un percorso alternativo verso i mercati del Nord al di fuori dei tradizionali corridoi marittimi.
La situazione in mare rimane incerta. I tentativi delle navi portacontainer della COSCO Shipping di lasciare il Golfo Persico attraverso lo Stretto di Hormuz sono per ora falliti. Le navi vengono respinte o scelgono di modificare la rotta, causando ritardi e ingorghi nella regione.
Queste limitazioni aumentano la pressione sui pianificatori logistici affinché implementino soluzioni alternative e distribuiscano meglio i rischi.
Ponti terrestri e nuovi hub in ascesa
Le compagnie di navigazione puntano sempre più spesso sui cosiddetti «land bridges». Attraverso i porti del Golfo di Oman, come Khorfakkan e Fujairah, i container vengono trasportati via terra verso hub importanti come Abu Dhabi e Jebel Ali. Da lì, le merci possono essere ulteriormente distribuite all’interno della regione.
Inoltre, stanno nascendo nuovi collegamenti attraverso l’Oman e l’India, in cui il trasbordo svolge un ruolo importante. Queste rotte consentono di ridurre temporaneamente la dipendenza dallo Stretto di Hormuz. La capacità cresce, ma presenta dei limiti. Le grandi compagnie di navigazione come Maersk, MSC, CMA CGM e Hapag-Lloyd hanno ormai istituito servizi aggiuntivi attraverso porti alternativi, con una capacità complessiva di decine di migliaia di TEU.
Tuttavia, queste soluzioni non sono prive di limiti. In particolare, il trasporto terrestre – ad esempio attraverso percorsi desertici – è logisticamente complesso e presenta limiti di capacità. Le infrastrutture disponibili e il numero di autocarri non sono attrezzati per lo spostamento su larga scala di carichi navali completi. Di conseguenza, questi percorsi rimangono adatti soprattutto per merci con tempi di consegna critici o essenziali, come alimenti e medicinali.
Il passaggio a percorsi alternativi ha conseguenze dirette sulle catene di approvvigionamento. I tempi di transito diventano meno prevedibili e i costi aumentano a causa di ulteriori operazioni di trasbordo, deviazioni e ricorso al trasporto multimodale.
Per le aziende ciò significa che la flessibilità e la visibilità in tempo reale sono fondamentali per limitare le interruzioni e garantire la sicurezza delle consegne.
Approccio mirato e supporto da parte di Neele-Vat
Per i clienti con flussi di merci da e verso il Medio Oriente, Neele-Vat monitora costantemente gli sviluppi relativi alle rotte marittime, alla capacità e ai rischi geopolitici. Sulla base di tali informazioni, si orienta attivamente verso le soluzioni più fattibili ed efficienti.
Grazie a questo approccio mirato e operativo, Neele-Vat aiuta i clienti a mantenere operative le loro catene logistiche anche in un mercato incerto.
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