Tariffe dei container Asia-Europa sotto pressione: l’eccesso di capacità attenua l’effetto delle tensioni geopolitiche
14-04-2026
diBeau van den Berg/14 aprile 2026/inNotizie sul trasporto marittimo
Mentre all’inizio di quest’anno il settore logistico globale contava ancora su un aumento esplosivo delle tariffe di trasporto a causa dei disordini in Medio Oriente, la realtà attuale dipinge un quadro diverso. Le tariffe dei container sulla cruciale rotta commerciale tra Asia ed Europa mostrano un calo costante. La grande domanda ora è: come possono i prezzi diminuire mentre i rischi operativi rimangono elevati?
Secondo l’ultima pubblicazione del Drewry World Container Index, questa settimana le tariffe spot sulla rotta da Shanghai a Rotterdam sono diminuite di circa il 9%. Un container da 40 piedi (FEU) costa attualmente in media 2.308 dollari. Questo dato è in netto contrasto con l’andamento dei prezzi durante crisi precedenti, come la pandemia di coronavirus o l’incidente della Ever Given nel Canale di Suez, in cui le tariffe avevano raggiunto livelli record.
La spiegazione principale di questa pressione sui prezzi risiede nelle stesse compagnie di navigazione. Negli ultimi anni sono stati effettuati ingenti investimenti in nuova capacità. Negli ultimi mesi sono state consegnate e messe in servizio un numero record di navi portacontainer ultra-grandi (ULCV). Sebbene le tensioni geopolitiche nel Golfo Persico e nel Mar Rosso comportino rotte alternative e tempi di transito più lunghi, la flotta mondiale è ormai così vasta da poter assorbire tali perturbazioni senza che si verifichi immediatamente una carenza.
Le navi più vecchie, che normalmente sarebbero state demolite, rimangono in servizio più a lungo a causa delle attuali condizioni di mercato, ma la crescita netta della flotta supera attualmente la crescita del volume commerciale globale.
Sebbene vi siano ancora navi che vengono dirottate, la temuta congestione su larga scala nei porti europei non si è verificata. I ritardi che osserviamo sono principalmente di natura locale, ad esempio negli hub intorno all’India e alla regione del Golfo. Nei grandi porti del Nord Europa, tra cui Rotterdam, la movimentazione delle navi d’alto mare procede in modo relativamente agevole. Il mercato sembra aver trovato una «nuova normalità», in cui i tempi di navigazione più lunghi intorno al Capo di Buona Speranza sono stati integrati nelle catene di approvvigionamento degli spedizionieri.
Divergenze tra le rotte commerciali
È interessante notare che il calo non è universale. Il mercato logistico globale presenta una forte differenziazione regionale:
L’attuale calo sulla rotta Asia-Europa offre una “finestra di opportunità”. Le aziende che dipendono dalle importazioni dall’Estremo Oriente possono ora beneficiare di costi di trasporto più bassi, il che può rafforzare i margini in un periodo economico difficile. Tuttavia, il mercato rimane fragile. Le escalation geopolitiche possono modificare il sentiment sul mercato petrolifero e, di conseguenza, i supplementi per il carburante (BAF) nel giro di pochi giorni.
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